Bandwidth / Esercizi base per le cinque dita


Italian Reviews:

Esercizi base per le cinque dita – le prove di zenobio (EP, Micameretta records)

Bandwidth – Quadro (EP, Miacameretta, brigadio records)

WARNING! This post is going to be in Italian, so do not worry if you see some weird words written around there. It’s just my amusing mother tongue. Questa recensione si occuperà di due EP, in un pacchetto che offre due al prezzo di uno, andando dallo spoken lo-fi degliEsercizi base per le cinque dita al post punk dei Bandwitdh, due gruppi rigorosamente tricolore…

Con ‘Le prove di zenobio’ questo trio di Frosinone continua quanto iniziato, ritraendo quella società apatica e in declino, destinata a fagocitare se stessa con rassegnazione. Dopo il primo EP self titled, Esercizi base per le cinque dita tornano cinici, ironici per raccontare la società che ci circonda in sussurri accompagnati da un pianoforte (‘I moribondi’, ‘Giorni Deserti’) strizzando l’occhio a le Luci della centrale elettrica e i Tre allegri ragazzi morti. Una disillusione che alle volte è più pop, con piano e chitarra (‘La caduta’, ‘per terra’) e alle volte si infuria, si arrabbiae sbotta in un punk che da il meglio di se nel binomio chitarra/batteria (‘ho da fare’, ‘a colpi di tosse’) giocando con del noise pop d’oltremare in ‘le parole del mobilio’ e ‘prima di uccidere’.

Il lo-fi ed il punk più nevrotico diventano invece padroni di ‘Quadro’, EP dei già citati Bandwidth (presenti nel What’s New in Town di ieri [!!]). Sei brani diretti, che alternano schegge brevi e disturbate da meno di due minuti (‘The Wire’, ‘Qita Qhazzah’) a brani più complessi, in cui spesso la voce è sacrificata a favore della batteria e della chitarra, che irrequiete creano atmosfere che ricordano tanto i Sonic Youth degli albori, spesso riprendendo anche scomodi fatti di attualità (‘Youth Against Gheddafi’). Il quarto EP di questa band laziale spazia dal post punk all’art-noise, in uno spigoloso incontro che non potrà che deliziare gli appassionati.

Tanto rumore, tanti contenuti espressi con rabbia, irrequietezza, una disillusione che prende vita tramite la musica. Un ottimo modo per dimostrare che la scena underground del nostro Bel Paese è viva e vegeta, pronta ad urlarvelo dritto in faccia.

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